Ricordando George Romero: i 5 film horror che hanno fatto la storia

George Romero, regista, sceneggiatore, montatore, attore, direttore della fotografia e fumettista di enorme successo, è scomparso all’età di 77 anni dopo, dopo una battaglia contro il cancro.
Vero e proprio padre del genere horror, ha creato un nuovo linguaggio, ponendo le basi per una trasformazione che dura ancora oggi: un punto di vista che ha stravolto contemporanei ed “eredi”, rendendo possibile la creazione e l’uscita di tantissimi capolavori.
Anche per ricordare il suo genio e il suo impegno nel campo del cinema del terrore, vediamo – partendo dal suo “La notte dei morti viventi” – 5 film horror che hanno fatto la storia.

George Romero
George Romero

La notte dei morti viventi: distribuito nel 1968, il film è il primo di una tetralogia (+ due remake) dedicata agli zombi. La storia segue alcuni personaggi intrappolati in una casa, mentre all’esterno infuria una vera e propria invasione: un format che tornerà molte volte in tantissime pellicole e che, molto probabilmente, non passerà mai davvero di moda.
Sottoposto a moltissime analisi e interpretazioni (gli zombi rappresentano il pericolo russo durante la Guerra Fredda o magari le conseguenze della guerra nel Vietnam?), ad oggi rimane fra i più apprezzati film horror, un cult per trama, colonna sonora ed effetti speciali, semplici ma d’effetto.
Una curiosità: il film costò solo 114.000 dollari. Più del previsto, ma meno di una pellicola qualsiasi negli anni ’60.

Non aprite quella porta: se la pellicola di Romero ha dato il via a una lunghissima tradizione dedicata agli zombi, l’horror di Tobe Hopper ha sicuramente segnato il modo di affrontare la tematica “serial killer”, dandole quel twist che tanti film successivi (Halloween, Nightmare, Venerdì 13…) hanno sicuramente sfruttato.
Girato come un finto documentario, uscì nel 1974 generando da subito un’enorme risposta del pubblico: a fronte di una spesa di 140mila dollari (di nuovo, un budget incredibilmente basso), il film ne ha incassati oltre 30 milioni.
Violento, violentissimo, e piuttosto esplicito, l’horror ha anche segnato il successo delle “Final Girl”, ancora oggi molto utilizzate nelle pellicole di genere!

Psyco: di nuovo un serial killer, questa volta direttamente dal 1960. La pellicola di Hitchcock fu rivoluzionaria sotto tantissimi punti di vista, iconica per scene e musiche tanto da essere costantemente citata e ri-citata ancora oggi.
L’analisi del legame madre-figlio, l’approfondimento dell’importanza dello “sguardo”, del guardare e dell’essere guardati, dell’identificazione, ma anche la messa in scena della violenza, con le peggiori delle conseguenze: il film, accolto da pareri contrastanti, ha diviso la critica allora ed è diventato immortale.

L’esorcista: come i precedenti, anche questa pellicola del ’74 – forse più di tutte le altre – ha segnato il suo pubblico. Merito, o colpa, di una tematica sicuramente difficile da affrontare (quella della possessione demoniaca, molto utilizzata in quegli anni, ma anche tristemente presente fra le notizie di tutti i giorni), ma anche di una recitazione tesissima, una colonna sonora da infarto ed effetti speciali incredibili per l’epoca.
Anche L’esorcista, grazie al suo impatto sulla società, è diventato un punto di riferimento del genere, ispirando tantissime opere successive.

Nosferatu: il primo di tutti. Siamo nel 1922 e alla macchina da presa c’è Friedrich Willhelm Murnau: la sua opera è una pellicola affascinante e spaventosa, inquietante e diversa da ogni altra, capace di sfruttare luci e ombre nel modo migliore possibile, oltre alla suspense e all’attesa della rivelazione.
Ovviamente, un’opera di questo tipo non poteva rimanere immune da curiosità e dicerie: in tanti si convinsero che Murnau fosse andato nei Carpazi a cercare un vero vampiro…

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